La storia del calcio in punta di dito che ha fatto impazzire intere generazioni

Il subbuteo nasce nel 1946 in Inghilterra inventato da Sir Peter Adolph che prende spunto da un gioco nato un ventennio prima: il Newfooty. Elaborando alcune migliorie soprattutto per quanto concerne le basi e la forma dei giocatori nell’agosto del 1946 il nuovo gioco viene brevettato col nome di Subbuteo. Da dove viene questo nome? Ebbene, Peter Adolph era un appassionato ornitologo e quando si presentò all’ufficio brevetti per registrare la suo invenzione la intendeva chiamare “the Hobby”, ma il nome era troppo generico è venne rifiutato quindi decise di chiamarlo con il nome latino del falco lodolaio, come a dire che la velocitа di quel falco nell’agguantare la preda era come la velocitа con cui l’attaccante doveva far gol.
La svolta epocale avviene nei primi anni 60 con l’introduzione delle figure tridimensionali dette OHW, in scala 00 completamente dipinte a mano che rivoluzionarono il modo di giocare, le nuove figure sono bellissime e vengono dipinte manualmente da casalinghe del Kent dove risiedeva l’inventore, esattamente a Tumbridge Wells mentre furono aperte fabbriche anche in Galles e a Gibilterra e un’azienda spagnola chiamata “Aquila” con sede a Barcellona lo distribuiva (e forse produceva) in Spagna.
Segui anche una intensa proliferazione di accessori, giа all’epoca si poteva fare uno stadio e i cataloghi della subbuteo divennero dei veri e propri punti di riferimento per gli appassionati, con gli order form era infatti possibile personalizzare le proprie squadre su ordinazione e la fantasia dei giocatori non aveva piu’ limiti.
Il 1967-68 fu un biennio pieno di importanti novitа: l’introduzione della famosa e mitica figura HW che di fatto monopolizzerа il mercato per piu’ di un decennio, questa figura per la stragrande maggioranza di collezionisti e giocatori rimane “la figura del subbuteo” per eccellenza. C’e anche una esplosione di nuovi giochi, nuove versioni di cricket, rugby, arriva lo snooker express il biliardo da tavolo e nel 70 anche il targetman, football express e angling gioco di pesca. Nel 1968 P.Adolph cedette alle lusinghe del colosso inglese dei giocattoli Waddington vendendo la Subbuteo LTD ma rimanendo come presidente onorario fino al 1970.
In Italia il subbuteo approdo’ nel settembre del 1971 grazie alla ditta Parodi di Genova che conobbe il gioco qualche mese prima alla Fiera del giocattolo di Norimberga, I Parodi hanno creduto subito in questo gioco che segnerа sicuramente lo svolgimento dell’attivitа commerciale per circa 40 anni.
Il primo catalogo in Italia arriva fino alla ref 81, gran parte delle squadre italiane potevano essere ordinate su prenotazione.
Sicuramente il decennio 70-80 e’ di gran lunga il migliore come vendite e organizzazione,si formano associazioni, si disputano mondiali, tornei internazionali, campionati e il numero di giocatori e di paesi in cui viene esportato il subbuteo cresce a dismisura.
Arrivano le prime confezioni gigantesche sogno di ogni bambino “malato” di calcio e parlo delle World cup, il mitico Munich, l’International anche se la piu’ amata nel mondo rimane la confezione base piu’ classica: la Club edition. Se si pensa che nel 70 la lista di squadre in catalogo arrivava alla ref 81 e nel 78 le ref erano 322 si capisce che il salto e’ notevole,per non parlare dell’esplosione nella produzione di accessori vari.
Ma la crisi incombe, le miniature dipinte a mano cominciano ad avere un costo troppo elevato cosi’ la waddington decise di sostituire le amate HW con innesto a barretta con delle figure a dir poco bruttine definite Zombie con innesto a tondino le quali potevano essere stampate e pitturate a macchina.
Questa scelta non viene apprezzata dai giocatori del tempo (compreso me) e la Parodi cerco’ di rimediare alla situazione proponendo una nuova miniatura fatta esclusivamente per i mercati tedesco, portoghese e italiano chiamata Hybrid poiche’ aveva una figura vagamente simile alle HW ma con innesto a tondino come le Zombie. Beh che dire, il rimedio fu peggiore del male, furono 2 anni abbastanza oscuri per il subbuteo per fortuna che la waddington presento’ una nuova figura piu’ leggera ma molto giocabile che poteva essere prodotta con le macchine; le LW che insieme all’introduzione di una nuova superficie di gioco molto veloce, l’astropitch diede nuova linfa al gioco fino agli anni 90.
Con le LW ci fu anche un aumento impressionante delle reference in catalogo, tutto questo facilitato dalla possibilitа di stampare con macchina i numerosi dettagli che ormai le nuove maglie delle squadre di calcio avevano in quei anni, sponsor e loghi compresi.
L’attivitа agonistica e’ sempre di buon livello con un numero sempre piu’ alto di giocatori, l’apice si tocca ai mondiale del 90 in Italia giocati al luneur dove sono presenti anche le televisioni.
Ma il periodo d’oro e’ in via di esaurimento, la Waddington nei primi anni 90 cede tutto alla multinazionale americana Hasbro che riduce sensibilmente la gamma dei prodotti, perche’ acquistare un marchio se poi da subito, non ci si crede? Cambiano anche i materiali con l’introduzione delle famose basi monoblocco, in colore unico e non bicolore come le normali LW, queste basi sono molto piu’ basse e cambiano anche il modo di giocare, non riscontrano il favore dei giocatori anche se l’avvenimento che segnerа decisamente le sorti del subbuteo sarа l’introduzione all’inizio in via sperimentale e poi in via definitiva ai vari tornei di miniature e basi auto-prodotte (le famose toccer o lapidi) molto piu’ performanti dei materiali subbuteo e che di fatto allontaneranno la massa dei giocatori dall’acquisto del subbuteo nei negozi.
Nel 1997 l’avvento della playstation e dei nuovi videogame danno di fatto la spallata finale a un gioco ormai agonizzante.
A seguito dell’introduzione dei nuovi materiali la vecchia federazione italiana subbuteo (FICMS) si scinderа in due gruppi ma dopo un paio d’anni ne rimarrа uno solo, la FISCT, di fatto cessava di esistere il subbuteo e nasceva il calcio da tavolo.
Nel 2000 la Hasbro a seguito del crollo di vendite annuncio’ la cessazione della produzione del subbuteo, questo scateno’ la reazione dei molti appassionati in giro per il mondo e fu cosi’ che la multinazionale diede un’ultima possibilitа concedendo la produzione alla Parodi che giа nel 97 produceva un gioco clone, lo Zeugo, usando miniature HW dipinte a mano come ai vecchi tempi. Inizia cosi’ la produzione delle “black box” parodi, delle confezioni con le scatole nere anche se le squadre continuano ad avere le basi piatte.
Nel 2005 la hasbro fа un ultimo tentativo cercando di ripartire dalle origini con il set “Dream Team” con figure flat con le maglie moderne ma che fallisce inesorabilmente decretando cosi’ la fine del gioco.
Ma il gioco anche se finito nei negozi e’ rinato nell’ultimo decennio grazie alla passione di tanti collezionisti e giocatori che tramite il web, forum e social hanno creato una rete di appassionati che copre tutta l’italia, e il numero e’ in costante aumento e sono nati molti club sparsi in tutte le regioni.
Un piccolo apporto lo ha dato anche la Fabbri che 4 anni fа circa tramite uscite in edicola ha dato un nuovo impulso al movimento, oggi il marchio è in licenza alla Netcam che ne ha riprodotto il gioco e ne cura il marchio anche se con nuovi materiali, magari i nostalgici non saranno molto convinti ma almeno il Subbuteo è ancora vivo…